Profilo di padre Paolo Dall’Oglio

Monastero di Deir Mar MusaPaolo Dall’Oglio è nato a Roma, nel 1954, quarto di otto figli ( quattro maschi e quattro femmine). Il padre, avvocato, è un importante esponente della Coldiretti. Si laurea in lingue e civiltà orientali all’Università di Napoli e perfeziona i suoi studi universitari a Beirut e Gerusalemme. Entra nella Compagnia di Gesù nel 1975. Parla correttamente molteplici lingue tra cui l’arabo e l’ebraico.

Dopo la laurea entra nella Compagnia di Gesù. Nel 1982, durante un viaggio in Medio Oriente viene a conoscenza dell’esistenza del monastero di Deir Mar Musa dedicato a san Mosè l’Abissino e abbandonato da molto tempo. Deir Mar Musa è situato in pieno deserto, arroccato su una montagna scoscesa, nei pressi della cittadina di Nebek, in Siria, a 100 chilometri da Damasco.

Con tenacia lo restaura e fonda una comunità monastica di rito siriaco. Nel 2006 gli viene assegnato il "Premio Euro-Mediterraneo per il Dialogo tra le Culture", promosso quale sezione speciale del Premio  Mediterraneo, dalla Fondazione Mediterraneo, congiuntamente alla Fondazione Euro-Mediterranea "Anna Lindh".

E’ ritenuto il personaggio di riferimento a livello mondiale per quanto attiene il dialogo cristianesimo/islam. Con l’inizio delle primavere arabe Padre Paolo sostiene le istanze di democrazia che nascono anche in Syria. Questo lo porta in rotta di collisione con il regime di Damasco ed è all’origine della sua espulsione dalla Syria da cui risiedeva da trent’anni e considerava la sua patria. La sua nuova sede diviene il monastero di Deir Maryam el Adhra situato nella città di Sulaymanya del Kurdistan iracheno.

Di qui prosegue la sua opera finalizzata al dialogo ed al reciproco rispetto tra culture e religioni. Da Sulaymanya continua a spostarsi in varie nazioni, soprattutto europee e dell’area mediterranea, ma tiene anche una serie di conferenze presso varie università e istituzioni statunitensi. La Syria però è costantemente nel suo cuore vi rientra clandestinamente per proseguire nella sua opera di dialogo e di mediazione.

E’ durante una di queste visite, mentre sembra fosse impegnato in un’opera di mediazione tra vari gruppo ribelli che operano nell’area tra Aleppo e Raqqa che di lui si perde ogni traccia. Le ultime notizie certe risalgono al 29 luglio 2013. Da allora periodicamente sui media, soprattutto attraverso internet vengono date notizie a volte rassicuranti, altre tragiche. In realtà di lui non si sa più nulla e sul suo rapimento è sceso un inquietante silenzio.
Gli amici, i tanti amici, quelli veri, continuano a credere che lui sia vivo e puntano sul fatto che solo dei senza Dia possano fare del male a un uomo che ha fatto del dialogo e della solidarietà il filo conduttore della sua vita.

 

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